Durante la Giornata Mondiale della Pace il 21 settembre, al Giardino Anglesio abbiamo vissuto un pomeriggio che ha intrecciato creatività, riflessione e testimonianze, trasformando uno spazio pubblico in un luogo dove la pace prende forma concreta. TeArt con AGS hanno guidato bambini e ragazzi in un percorso fatto di colori, parole e simboli: ognuno ha potuto lasciare la propria impronta della pace, scegliendo se raccontarla con un disegno, una frase, un’emozione scritta su un post-it. È stato bello vedere come, partendo da gesti semplici, si possa costruire un mosaico collettivo che parla di convivenza, rispetto e immaginazione.

Accanto a questo, l’associazione LAQUP ha proposto un laboratorio che ci ha portati a ragionare su cosa significhi vivere in pace negli spazi pubblici della città: quali conflitti incontriamo quando ci muoviamo per le strade, nei parchi, sui mezzi? Cosa serve davvero per sentirsi sicuri, accolti, rispettati? Le persone hanno condiviso esperienze quotidiane, mostrando che la pace non è un concetto astratto ma un modo di abitare la città e di stare insieme.

Il pomeriggio si è arricchito anche grazie alla presenza del Centro Studi Sereno Regis, che ha portato citazioni, pensieri e materiali dedicati alla nonviolenza. Il loro lavoro sul territorio è prezioso: promuovono percorsi educativi, iniziative culturali, momenti di mediazione e sensibilizzazione che aiutano a diffondere una cultura di pace concreta e quotidiana.

Uno dei momenti più intensi è stato l’incontro con Ahed, una giovane siriana che ha vissuto la guerra e che ci ha regalato una testimonianza profonda e coraggiosa.

È stato un pomeriggio semplice ma potente, fatto di mani che disegnano, voci che raccontano, persone che si fermano a riflettere insieme. Un piccolo esempio di come la pace si costruisce: praticandola, condividendola, immaginandola ogni giorno.

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