Di seguito l’articolo a cura di Francesco Morelli apparso su “La Stampa“.
***
Attorno a un paio di tavoli pieghevoli, al giardino Giorgio Anglesio all’incrocio tra corso Dante e via Madama Cristina, sono sedute sei o sette persone. Giocano a “nomi, cose e città“. Nessuna di loro, però, parla un italiano fluente. Lo stanno imparando.
A guidarli c’è Elena Trussoni, educatrice dell’Associazione Giovanile Salesiani per il Territorio (AGS). Il gioco è uno dei metodi con cui insegna la lingua a chi ancora non la padroneggia, adulti o minori non accompagnati. È un progetto sociale che coinvolge San Salvario, ma parlare di iniziativa di formazione sarebbe riduttivo. A curarlo c’è una cordata di cinque associazioni, vincitrice del Bando Impatto della Città.
“Il progetto si chiama Madama Chiosco – spiega Giulia Venco, responsabile di AGS –. È nato l’anno scorso, a continuazione di un altro progetto, con l’obiettivo di animare e trasformare il giardino Anglesio in uno spazio vivo sia dal punto di vista educativo che da quello della cura del luogo”.
Luogo che, quattro anni fa, dopo la chiusura dell’edicola affacciata su corso Dante, aveva perso la sua vitalità, ricorda Giovanni D’Amelio, dell’Associazione Commercianti Madama Cristina:
“Il giardino non aveva più un presidio. Era necessario riprendersi uno spazio e renderlo vivo e più bello”.
Le iniziative sono tante. Oltre al corso di lingua italiana – formalmente riconosciuto dal Centro provinciale di istruzione per adulti della città – AGS fornisce anche servizi di orientamento al lavoro e consulenza fiscale agli stranieri. Una delle ragazze che seguono le lezioni è Daniela Hernandez, di Malaga. Sta finendo un tirocinio universitario e collabora con il progetto, “e nel mentre studio italiano anche io” ammette.
L’associazione Alfiere Campoverde, invece, mette insieme scacchi e psicologia di strada.
“C’è l’esigenza di intercettare un disagio sociale – conferma lo psicologo Marco Vairetto -. Le persone possono passare del tempo con noi, interagendo con psicologi di strada che sono anche giocatori di scacchi”.
E poi ci sono gli istruttori della Federazione Scacchistica Italiana: “Raccogliamo storie, chiunque si sieda può raccontarci la propria”.
Quindi c’è LAQUP, architetti associati che organizzano “caffè urbani” e passeggiate per il quartiere. “Una partecipazione attiva” puntualizza Chiara Viano, che poi aggiunge: “Uno spazio pubblico curato, di qualità, dove la cittadinanza è protagonista è alla base dello stare bene all’interno della città” afferma.
In quest’ottica, anche la piccola ex edicola potrebbe tornare utile. In futuro, potrebbe diventare uno spazio d’ascolto, gestito dalla quinta associazione che partecipa, l’Agenzia per lo sviluppo di San Salvario, come ricorda Venco. È già attivo, però, un patto di collaborazione tra realtà associative, cittadinanza e Circoscrizione.




